Corso OSS 2026 in Calabria: cosa cambia con le nuove disposizioni attuative
Le nuove regole regionali per il corso OSS: requisiti d'accesso, 1.000 ore, tirocinio in tre contesti, esame finale e..

Chi sta valutando di iscriversi a un corso per Operatore Socio-Sanitario si trova davanti a un percorso che, negli ultimi mesi, è stato riscritto quasi da zero. Prima l'Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, poi il D.P.C.M. del 25 marzo 2025 che lo ha recepito, infine le disposizioni attuative approvate dalla Regione Calabria con la delibera di giunta n. 348 del 25 giugno 2026: tre passaggi che, messi insieme, cambiano requisiti, durata, tirocinio ed esame finale.
Questa guida mette in fila le regole che valgono oggi in Calabria, con i numeri esatti, per chi vuole capire a cosa va incontro prima di iscriversi.
Punti chiave
- Il percorso dura almeno 1.000 ore, da svolgere in un tempo non inferiore a nove mesi e non superiore a diciotto.
- Servono maggiore età, licenza media e residenza o domicilio in Calabria
- Le 450 ore di tirocinio vanno distribuite obbligatoriamente su tre contesti diversi: sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale o scolastico.
- L'esame finale è composto da tre prove — scritta, orale e pratica — e va superato in tutte e tre.
- L'attestato di qualifica è riconosciuto in tutte le Regioni senza ulteriori valutazioni.
Chi può erogare il corso
Non tutti i corsi che circolano online portano a una qualifica valida. I percorsi per OSS possono essere realizzati soltanto da enti di formazione professionale accreditati oppure dalle Aziende sanitarie e ospedaliere del territorio regionale, e in entrambi i casi serve una autorizzazione regionale preventiva.
È il primo controllo da fare, prima ancora di guardare costi e calendario: senza quella autorizzazione l'attestato finale non ha valore legale.
I requisiti per iscriversi
Per accedere al corso servono tre condizioni, tutte necessarie:
- aver compiuto 18 anni alla data di iscrizione;
- possedere il diploma di scuola secondaria di primo grado (la licenza media);
- avere residenza o domicilio in Calabria.
Chi ha conseguito un titolo di studio equivalente all'estero deve consegnare all'ente la dichiarazione di valore o un documento equipollente che attesti il livello di scolarizzazione, insieme a una certificazione di lingua italiana orale e scritta di livello almeno B1 del Quadro comune europeo. Sono esonerati dalla certificazione linguistica i cittadini stranieri che hanno conseguito in Italia il titolo conclusivo del primo ciclo o un titolo superiore.
Il numero di allievi ammessi non può superare quello previsto nel decreto di accreditamento dell'ente.
Come sono organizzate le 1.000 ore
Il percorso è diviso in due moduli didattici con funzioni diverse.
Modulo di base
200 ore di teoria
Orientamento e motivazione al ruolo, insieme alle conoscenze di base. È la parte che serve a capire davvero cosa significa lavorare accanto a una persona non autosufficiente.
Modulo professionalizzante
800 ore
Si articola in 250 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e laboratorio e 450 ore di tirocinio curriculare. È la parte che costruisce le competenze operative.
In totale il monte ore teorico arriva a 450 ore coerenti con gli obiettivi del piano socio-sanitario regionale.
Le competenze da acquisire sono raggruppate in quattro aree: aiutare la persona assistita nei bisogni di base e nella vita quotidiana; assicurare igiene, sicurezza e comfort degli ambienti di vita e di cura; svolgere attività di assistenza a carattere sanitario e socio-assistenziale; lavorare in team e in integrazione con gli altri operatori.
Le esercitazioni di laboratorio
Le 100 ore di esercitazione sono propedeutiche al tirocinio e si svolgono in ambiente protetto, con materiali, presidi e attrezzature che riproducono il contesto reale. Per le abilità comunicative e relazionali si lavora con simulazione attiva, role-play e analisi di casi studio, anche con il supporto di video e documentari.
Il tirocinio: 450 ore in tre contesti diversi
È qui che si concentra la novità più significativa. Le 450 ore di tirocinio non si svolgono più in un'unica struttura: devono comprendere tre esperienze distinte, con un monte ore minimo per ciascuna.
- Contesto sanitario — almeno 200 ore. Aziende ospedaliere, aziende sanitarie provinciali, strutture private autorizzate o accreditate al Servizio sanitario regionale.
- Contesto socio-sanitario — almeno 150 ore. Strutture residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti, RSA per persone con disabilità, centri per gravi disabilità, hospice.
- Contesto socio-assistenziale o scolastico — almeno 100 ore. Centri diurni, comunità alloggio per disabilità, strutture per persone con dipendenza, servizi di salute mentale, integrazione sociale e assistenza domiciliare, istituzioni scolastiche pubbliche o paritarie.
Come funziona in pratica
Il tirocinio si svolge interamente sul territorio della Regione Calabria e può iniziare solo dopo aver completato il modulo di base e i laboratori. Ogni allievo è seguito da due figure: un tutor, professionista sanitario con laurea triennale e almeno tre anni di esperienza, che programma e supervisiona il percorso, e una guida di tirocinio, cioè un operatore già in servizio nella struttura ospitante.
La frequenza deve essere regolare e includere esperienze di turno completo, mentre sono escluse le ore notturne e i giorni festivi.
Se lavori già nel settore
Chi opera già in uno dei contesti previsti può svolgere il tirocinio nella stessa struttura in cui lavora, ma al di fuori dell'orario di lavoro e fino a un massimo del 30% del monte ore complessivo, a condizione che le attività siano coerenti con le competenze previste e che sia garantito un tutoraggio formativo.
Tutte le esperienze devono ricevere una valutazione positiva per essere ammessi all'esame finale. In caso di valutazione negativa l'esperienza può essere ripetuta una sola volta, per l'intero monte ore, anche in un altro reparto o servizio dello stesso tipo di contesto.
Un punto che vale la pena chiarire: il tirocinio non può in alcun modo sostituire il lavoro del personale in servizio, né essere considerato attività di servizio per chi è già dipendente.
Quanta formazione a distanza è ammessa
La didattica a distanza è consentita entro il 50% del monte ore teorico. All'interno di quel limite, almeno il 40% delle ore deve essere erogato in modalità sincrona e al massimo il 10% in modalità asincrona.
Tradotto: le esercitazioni di laboratorio e il tirocinio restano interamente in presenza, e anche una parte consistente della teoria si svolge in aula o in collegamento diretto con il docente.
Frequenza, assenze e interruzioni
La frequenza è obbligatoria. Per essere ammessi all'esame finale le assenze non possono superare il 10% del monte ore totale, e non devono essere concentrate in un unico modulo didattico.
C'è una finestra di tolleranza: se le assenze sono dovute a motivi di salute documentati e superano di non oltre il 3% il limite consentito (quindi fino al 13% del monte ore), l'ente può attivare azioni individuali di recupero, da svolgere con le stesse modalità delle ore perse e da registrare su appositi registri vidimati.
Se l'allievo non riesce a recuperare entro la data di ammissione all'esame, il corso si considera interrotto. In quel caso l'ente rilascia la documentazione degli esiti di apprendimento e il percorso può riprendere tramite subentro in un corso analogo, con riconoscimento dei crediti già maturati. Il subentro è possibile solo entro il 10% di erogazione del monte ore complessivo e va autorizzato preventivamente dal responsabile regionale.
L'esame finale
Per essere ammessi bisogna soddisfare due condizioni: aver frequentato almeno il 90% del monte ore minimo previsto e aver riportato valutazioni positive in tutte le verifiche intermedie somministrate durante il percorso.
L'esame si compone di tre prove:
- prova scritta
- prova orale
- prova pratica
Il punteggio della prova teorica è la media tra scritta e orale; la valutazione finale è la somma tra prova teorica e prova pratica. L'esame è superato solo se tutte le prove hanno esito positivo.
Se l'esame non viene superato
Chi non supera l'esame può sostenerlo una seconda volta in qualità di candidato esterno, entro dodici mesi dal primo tentativo. Chi non supera neanche il secondo esame, o lascia scadere i dodici mesi, può accedere all'esame finale solo dopo aver frequentato adeguate misure compensative presso un ente autorizzato dalla Regione, previo riconoscimento dei crediti e autorizzazione dell'ufficio regionale competente.
Le spese dell'esame di qualificazione sono comprese nel costo complessivo del percorso: non ci sono voci aggiuntive a sorpresa alla fine del corso.
Chi valuta
La commissione d'esame è composta da sei membri: un presidente designato dal Dipartimento regionale competente in materia di Formazione professionale, un rappresentante del Dipartimento Salute, un professionista sanitario esterno all'organizzazione del corso (di norma un infermiere), un professionista dell'area socio-sanitaria esterno (di norma un assistente sociale), il coordinatore o un tutor del corso e un docente. Tutti i componenti devono garantire terzietà rispetto al processo di valutazione.
L'attestato e dove vale
Superato l'esame viene rilasciato l'Attestato di qualifica per Operatore socio-sanitario, predisposto dall'ente sul modello standardizzato regionale e registrato dal Dipartimento Lavoro nell'apposito Registro degli attestati.
Sul valore territoriale il quadro è chiaro: la Regione Calabria riconosce la piena equivalenza dei titoli rilasciati dalle altre Regioni, senza richiedere alcuna valutazione aggiuntiva, e lo stesso principio vale per l'attestato calabrese fuori regione. Anche la qualifica conseguita in base al precedente Accordo del 22 febbraio 2001 resta equipollente a quella rilasciata oggi: chi ha lavorato per anni con il vecchio titolo non deve rifare nulla.
Chi ha conseguito il titolo all'estero, invece, deve ottenere il riconoscimento della qualifica dal Ministero della Salute, oppure il riconoscimento di crediti formativi secondo criteri che saranno definiti con accordo interregionale.
Il corso OSS di Araba Fenice
1.000 ore tra teoria, laboratori e tirocinio guidato, a Lamezia Terme. Programma conforme alle disposizioni vigenti, con esame finale e attestato di qualifica.
Q&A
Domande frequenti
Il percorso prevede almeno 1.000 ore, da svolgere in un periodo non inferiore a nove mesi e non superiore a diciotto. Le ore sono ripartite in 450 di teoria, 100 di esercitazioni di laboratorio e 450 di tirocinio curriculare.
Sì. Il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola secondaria di primo grado. Servono inoltre la maggiore età alla data di iscrizione e la residenza o il domicilio in Calabria.
No. Le 450 ore devono comprendere tre esperienze distinte: almeno 200 ore in contesto sanitario, almeno 150 in contesto socio-sanitario e almeno 100 in contesto socio-assistenziale o scolastico.
In parte. Chi opera già in uno dei contesti previsti può svolgere fino al 30% del monte ore nella propria struttura, ma al di fuori dell'orario di lavoro e con un tutoraggio formativo garantito.
La formazione a distanza è ammessa entro il 50% del monte ore teorico. All'interno di quel limite, almeno il 40% deve essere erogato in modalità sincrona e non più del 10% in modalità asincrona. Laboratori e tirocinio restano in presenza.
Le assenze non possono superare il 10% del monte ore totale e non devono concentrarsi in un unico modulo. Per motivi di salute documentati si può arrivare al 13%, ma le ore eccedenti vanno recuperate prima dell'ammissione all'esame.
Sì. I titoli rilasciati dalle Regioni sono riconosciuti reciprocamente senza ulteriori valutazioni. Anche la qualifica conseguita con il precedente Accordo del 2001 resta equipollente a quella attuale.